domenica 25 febbraio 2007

Mercoledì di digiuno

Mercoledì scorso è stato quello che i cristiani chiamano Mercoledì delle Ceneri: all'inizio della Quaresima si compie un rito durante il quale le ceneri (ottenute bruciando i ramoscelli d'ulivo della domenica delle palme dell'anno precedente) vengono imposte sul capo dei fedeli mentre il sacerdote proclama: "Convertiti e credi al Vangelo". E' un rito di umiltà, che ci ricorda che siamo polvere e alla polvere ritorniano, e che ci introduce nel periodo di Quaresima, un momento dell'anno in cui siamo chiamati ad una revisione di vita profonda e ad una conversione spirituale in modo da aderire sempre più al messaggio di Amore di Cristo.
In questo ambito si colloca anche l'antica indicazione della Chiesa di fare digiuno e astinenza dai piaceri della carne in questo giorno: non è una mortificazione fine a se stessa, quasi valesse il principio di una sofferenza gradita ad un Dio, che darebbe a quel punto l'idea di un Dio sadico, ma è una proposta molto importante per dare un senso e una valenza diversa ai nostri gesti quotidiani.
Il fatto di mangiare, di godere della vita, può apparirci automatico e scontato. Una giornata di digiuno e astinenza ci aiuta a ricollocare questi piaceri della vita nel loro giusto ruolo e quindi a vederli come un dono di Dio.
Digiunare comporta, alla sera, sentire i piccoli morsi della fame e pensare costantemente in questo modo al fatto che, pur continuando a lavorare, a portare avanti le tanti attività quotidiane, si è voluto fare di quel giorno una giornata diversa, dandole un senso particolare.
Una giornata di digiuno fatta con questo fine è davvero, nella nostra vita frenetica, un gesto da non sottovalutare per lo spirito e... per il corpo.
Che ne pensate?

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