lunedì 16 aprile 2007

Un film scorretto


Qualche giorno fa sono stato al cinema a vedere un film, "In memoria di me" di Saverio Costanzo.

Il film racconta la storia dei primi giorni di seminario (noviziato) di un giovane, e le emozioni, le esperienze, i rapporti umani e disumani vissuti all'interno di quelle mura.

Il film ha il merito di mostrare un mondo spesso oscuro ai più e di portare l'attenzione su un percorso di discernimento interiore e personale che oggi la nostra società sembra trascurare.

Tuttavia, l'atmosfera che si respira è tetra, angosciante, dal primo all'ultimo fotogramma. E allora mi sono chiesto, visto che il film è tratto da un libro (Lacrime impure), come mai quell'ambiente fosse descritto in modo così pesante. Ho fatto una piccola analisi e ne sono usciti dei dati interessanti:

1) Il libro è la riedizione, col solo titolo cambiato, di una storia di omosessualità all'interno di un noviziato gesuita. Il libro originale (Il gesuita perfetto) è del 1961! Prima del concilio vaticano II! Allora come mai nel film il protagonista usa il portatile (tecnologia che non c'era nel 1961!?) E' un anacronismo da dilettanti, un elemento che vuole attualizzare la scena, ma che compie così una scorrettezza formale e sostanziale, in quanto il libro descrive un ambiente di 50 anni or sono, il film sembra proprio invece descrivere un ambiente dei giorni nostri!!!

2) Mentre il libro ha come protagonista il sentimento (morboso!? ossessivo!? non mi sembra corretto giudicare) di un seminarista, per un compagno gravemente malato, questo nel film non compare se non in minima parte, e tutto transita invece attraverso gli occhi di un altro seminarista che osserva la vicenda mentre, all'inizio del percorso di formazione, è alle prese con un suo personale discernimento.

Insomma... un film scorretto, che forse vuole sfruttare alcune delle polemiche attuali stato-chiesa per mettere sulla scena l'ennesima parodia degli ambienti religiosi come luoghi dove non si può essere se stessi e dove la menzogna, l'invidia, l'egoismo la fanno da padroni.

Forse, nel giro di 50 anni, qualcosa è cambiato, ma dal film non sembra.

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