giovedì 13 maggio 2010

L’incontro con la Mela (Grande e Piccola)

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (3)

Il viaggio dal New Jersey verso la Grande Mela si snoda su un treno che viaggia abbastanza lento, e che da la possibilita’ di far spuntare in testa pensieri di diverso genere, ad esempio: perche’ il controllore ha tenuto con se’ il MIO biglietto e ha lasciato in corrispondenza del mio posto questa striscetta di carta di nessun valore?

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Per fortuna a distrarmi un po’ ci pensano le pubblicita’ presenti sul treno…

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Alla fine si arriva a Penn Station. Si esce dalla stazione e ci si trova davanti NEW YORK! La sensazione di dover guardare all’in su, verso la punta dei grattacieli, all’inizio sembra qualcosa di alieno e anomalo, ma subito dopo ci si inizia a fare l’abitudine…

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In realta’ scrivo questo post dopo aver fatto gia’ un paio di giorni di passeggiate ed aver avuto la fortuna quindi di girare ancora una volta almeno le zone piu’ conosciute di Manhattan: l’impressione e’ come sempre che la vera ricchezza di questa citta’ non siano i grattacieli, i negozi, le strutture, ma le persone, la gente, quelle masse brulicanti che si muovono lungo i marciapiedi, gli afroamericani che attraversano correndo le strade proprio mentre sfrecciano tassisti pakistani strombazzando, gli anziani dai capelli lunghi raccolti a coda che giocano a scacchi nei piccoli parchi comunali,

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i broker con le teste scintillanti ultralaccate che affrettano il passo per andare a prendere un tramezzino, le signore eleganti che portano a spasso cani assai poco eleganti,

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gli ebrei che parlottano di fronte ai loro negozi di diamanti, di giocolieri rasta e hip hop che approfittano di ogni piazza,

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e in generale quella sensazione di contrasto che ne risulta, come di essere al cospetto non di un mondo unitario, ma di un mosaico fatto di tanti pezzetti diversi, giustapposti in modo caotico ma senza mai mescolarsi del tutto l’uno con gli altri.  

E cosi’ puo’ anche capitare che in questa multiforme e stupefacente citta’, dopo un’intera giornata passata tra il palazzo delle Nazioni Unite, Union Square, Columbus Circle, il Crysler Building, Madison Square Park, tutte attrazioni di cui cerchero’ di scrivere, la situazione che colpisca di piu’ sia in realta’ un semplice, geniale, innovativo, studiatissimo, fighissimo negozio: il cubo di vetro della Apple…  La location e’ delle migliori, proprio alla fine della 5th avenue, a fianco di negozi molto piu’ blasonati ed “established” che sembrano guardare di sbieco il nuovo arrivato, un semplice cubo trasparente che rende possibile un accesso moderno e funzionale allo scavo sotterraneo dove si sviluppa il negozio vero e proprio.

CIMG4343CIMG4344 Nella Grande Mela la Piccola Mela la fa’ da padrona, se e’ vero che gli iPad sono tutti esauriti e per averne uno bisogna fare una prenotazione senza nessuna garanzia di quando verra’ evasa… E la gente che si accalca per provarlo (e prenotarlo) ne e’ la dimostrazione.

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Ed in effetti mi sembra sia questo, oggi, il simbolo piu’ calzante di cio’ che New York ha rappresentato negli anni: la novita’ che crea fiducia nel futuro, che apre nuove strade per fare cose nuove, che crea nuove opportunita’… Se sia illusione o realta’ non sono stato in grado di capirlo, e forse, viste da sotto il cubo di vetro della Apple per un attimo mi e’ sembrato che Illusione e Realta’ non siano poi cosi’ diverse…

:-)

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