Da ex dipendente Microsoft, sono sempre molto attento alla visione che questa grande e importante azienda ha del futuro e alle evoluzioni che propone della tecnologia e del nostro modo di vivere. Non solo perchè spesso le aziende del mondo IT del calibro di Microsoft, come Apple, IBM, Oracle, ..., ci forniscono soluzioni che possono davvero modificare la nostra vita quotidiana (vedi l'introduzione dell'IPhone che ha rivoluzionato per sempre il mondo dei device mobile), ma anche perchè mi sembra interessante capire come gli esperti di marketing, che in queste aziende la fanno da padroni, immaginano il futuro, e cosa ci "augurano" per gli anni a venire.
Quando dunque ho letto l'ultimo post sul blog ufficiale italiano di Microsoft, sono stato subito curioso di andare a guardare il video di cui si parla, che rappresenta il futuro della produttività secondo la grande azienda di Redmond. Il video è il seguente, e vi consiglio di guardarlo fino in fondo perchè secondo me ne vale la pena per i motivi che vi dirò:
Personalmente, questo video rappresenta per me una conferma. Ho sempre pensato infatti che l'evoluzione della tecnologia, mentre ci consentirà di comunicare con sempre maggiore facilità con chi è distante, ci alienerà sempre più da chi è fisicamente vicino, impedendoci di fatto quello scambio fatto di cortesia e di comunicazione semplice e umana con chi è prossimo, anche se non lo si conosce.
Nel video, potete notare come l'uso di device ultratecnologici, ma che davvero sono ormai alla portata dell'evoluzione dell'hardware e del software disponibili sul mercato, consente di comunicare facilmente con i propri parenti distanti migliaia di kilometri, di tenere riunioni con colleghi sparsi su tutto il globo, di offrire donazioni e fare beneficenza con un click a iniziative remote, ma, se ci fate caso, non è prevista nessuna interazione con chi ci è vicino, con chi aspetta la metro insieme a noi, con il tassista che guida la vettura che ci porterà in albergo., con la receptionist dell'hotel stesso. Si prenota sul tablet, si capisce quando e dove arriverà il taxi con il tablet, si ha conferma del numero della stanza con il tablet, evitando di dover perdere tempo a parlare con la reception, il tablet funge da chiave elettronica della stanza, tutti questi servizi si pagano ovviamente con il tablet stesso eliminando l'unica forma di interazione finora sopravvissuta, quella del denaro. Alla fine l'unico elemento superstite di contatto umano è rappresentato dal fattorino (rigorosamente di colore) che ci porta la valigia in camera, in attesa di una nuova evoluzione della società che eliminerà il vestiario per conformarlo a comode tutine usa e getta alla star trek, che saranno reperibili in ogni luogo senza necessità di doversele portare dietro in scomode valigie.
E' davvero questo il futuro che vogliamo? Io voglio un futuro dove chi mi sta vicino, in metro, in taxi, per strada, al lavoro, si fermi a parlarmi anche del più e del meno e dove le idee possano circolare di persona in persona, di bocca in bocca, anche per le vie tradizionali e non solo tramite i device di ultima generazione. Io voglio un futuro dove il pizzettaio sotto casa mi conosca e sappia i miei gusti quando entro a prendere un ritaglio di pizza, e non lo debba per forza comprare via internet per farmelo recapitare dopo pochi minuti a casa (magari senza avere contatti con il fattorino, come succede negli Stati Uniti, dove chi porta i pacchi suona e se ne va senza aspettare che apri, tanto si paga su Internet). Io, al contrario, voglio poter passeggiare in un parco e sorridere a una madre che porta il suo bambino nel passeggino, a una anziana coppia che prende il sole su una panchina, a un ragazzino che fa i suoi primi esperimenti con la bicicletta. Questo è il futuro che voglio, e non quello che viene rappresentato dal video, dove la mia unica forma di contatto con il mondo esterno è un pezzo di silicio e le relazioni sono chiuse, striminzite, ridotte a solo quelle con i proprio parenti più stretti o ai colleghi di lavoro.
Voglio un mondo aperto e vero, reale, e non virtuale, con buona pace di Microsoft, Apple & Co.
Se questo è il futuro, ridatemi il passato! E voi, che ne pensate?
7 commenti:
Guido, bell'articolo. Io penso che un'azienda di tecnologia debba per forza mettere la tecnologia al centro di un video che si chiama "il futuro della produttività". Credo che ci sia e continui ad esserci spazio per le relazioni umane anche con quei device ultratecnologici... l'uomo finchè non sarà bionico, avrà bisogno di sorridere, parlare, litigare... dare sfogo alle proprie emozioni, insomma :)
--- Vito
Grazie Guido, grazie. Condivido. Ha rgione Vito, ma da un punto di vista più globale, a fronte dell'iper tecnologia presentata, oltre alla mancanza di relazioni dirette, c'è anche tutta una parte di mondo diversa, umana, infra tecnologica, ...e non è una parte piccola... la gestiremo con un tablet? Esagero: gestiremo anche le relazioni impirta ti ocn un tablet o diavolerie simili? Se questo fosse lo sbocco, preferisco un paesino di montagna con le pecore... non so, ma... il dubbio grosso c'è.
--- Lino
Purtroppo una logica c'è dietro tutto ciò.
I rapporti umani sono complessi da gestire e richiedono tempo e impegno.
Il culto dell'autoaffermazione o, meglio, l'idolatria di un Io "ristretto" , che non riesce più a immedesimarsi nell'altro, a provare empatia, ad allargarsi fino ad includere il punto di vista e le emozioni dell'Altro, ci ha disabituati a gestire i conflitti e a rapportarci alla diversità , se non con l'indifferenza o il rifiuto.
Quindi molto meglio una interazione virtuale che, se non è più interessante o se si rivela diversa dalle attese, può essere interrotta con un click, senza conseguenze, senza conflitti.
Si tratta in effetti di una "semplificazione" e la tecnologia, da sempre, si pone l'obiettivo di semplificare le cose.
E' la tesi di Bauman che riconduce anche a questo aspetto il successo della socializzazione mediata dalle tecnologie.
Il problema è che la semplificazione è positiva solo se permette di evitare aspetti che non portano benefici.
Tu Guido ti poni criticamente la domanda se queste nuove possibilità non stiano in realtà andando a discapito della ricchezza della socializzazione tradizionale.
Probabilmente, come me, ti chiedi se non sia quantomeno strano che entrando in bar, conferenze o luoghi di "ritrovo" sia sempre più frequente imbattersi in persone impegnate esclusivamente in interazioni mediate da un qualche display.
Il successo dell'uomo, come specie, è in gran parte dovuto alla sua capacità di adattamento alle diversità. L'unica peculiarità del genere umano, avendo scoperto di non avere il monopolio su linguaggio o autocoscienza , sembra essere quella di saper volutamente impersonare altri.
Se perdiamo l'abitudine alla diversità e la capacità di interagire in maniera complessa con gli altri, ad esempio gestendo una conversazione non pianificata e non mediata, non stiamo "semplificando" la nostra vita ma solo rendendola meno "umana".
Non facciamo come Ned Ludd, non rifiutiamo le tecnologie, usiamole come opportunità, ma non permettiamo loro di far diventare le relazioni, e non solo le città, non più a "misura d'uomo" .
Francesco.
Io andrò contro corrente. Sinceramente, guardando il video, la tecnologia presentata mi è sembrata tutt'altro che facile, intuitiva e immediata da padroneggiare... tanti effetti speciali e tanta grafica inutile, migliaia di pulsanti e oggetti interattivi che, oltre a non aggiungere alcun valore, distolgono continuamente l'attenzione dell'utente e sembrano più che altro una nuova forma di intrattenimento per persone alienate, perfetta per annegare banner pubblicitari nei futuri prodotti software.
In tutta franchezza, è l'ennesima conferma che la semplicità non è di casa Microsoft.
Basta guardare una delle ultime Keynote di Steve Jobs per rendersi conto che Apple è lontana anni luce...
Più che i dubbi sulla funzionalità e fruibilità delle tecnologie immaginate sono forti quelli sui queste necessità indotte e di quante cose ci stanno rubando.
Non è mica detto però che debba essere così. Conosci questo video (Apple, 1987)?
http://www.youtube.com/watch?v=QRH8eimU_20
--- Renato
Molto interessante, Renato! Che Apple abbia sempre avuto intuito nel predire il futuro non c'è dubbio... Probabilmente molto di più di altre aziende.
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