lunedì 15 aprile 2013

Un viaggio in barca a vela



La vita è come un viaggio in barca a vela, una barca di cui noi siamo i timonieri.

E non spetta a noi decidere la destinazione. La destinazione è una sola ed è uguale per tutti, e che ci piaccia o no, la destinazione è la morte. Per chi crede, ci sarà anche un "dopo", un aldilà, per chi non crede finirà tutto con l'arrivo alla meta.

In entrambe i casi non possiamo modificare la destinazione, dunque, ma possiamo scegliere come arrivarci. Da bravi timonieri impariamo, col tempo, ad evitare gli scogli e le secche, a cercare gli approdi sicuri circumnavigando i luoghi pericolosi, in cui sono frequenti le tempeste e le correnti sfavorevoli.

Tuttavia, lungo ogni giorno di navigazione ci confrontiamo con la nostra inadeguatezza. Possiamo tenere in ordine la coperta, lucidare e passare per bene la resina sulla carena, tenere in perfetto stato le diverse vele e le varie cime, ma non potremo mai decidere noi la forza e la direzione dei venti, nè l'intensità delle onde, nè il momento in cui compariranno all'orizzonte quelle nuvole minacciose, cariche di pioggia.

E così il viaggio prosegue in una direzione solo in parte scelta da noi e di fatto condizionata, inevitabilmente, dallo stato dei venti, delle onde, del clima che ci circonda. Per essere bravi timonieri dobbiamo vigilare, tenere i sensi all'erta, e imparare a modificare rapidamente la rotta per sfruttare al meglio quelle nuove opportunità e circostanze, senza incaponirci su una direzione non più praticabile a causa delle mutate condizioni esterne.

Questi cambi di rotta spesso ci stancano. Ci sembra di perdere terreno, siamo persuasi che una direzione intrapresa non sia modificabile senza sudore e senza rischi, e molto spesso ciò è vero. Tuttavia, è solo grazie a quella fatica, grazie a quei piccoli o grandi cambiamenti di ogni giorno, che possiamo navigare su mari nuovi, visitare terre sconosciute arrivando così a gustare nel quotidiano sapori mai provati. 

Buona navigazione...

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