domenica 13 marzo 2016
Commento alla prima e seconda lettura del 13 marzo 2016
Prima Lettura
Seconda Lettura
domenica 28 febbraio 2016
Meditazioni per la Via Crucis - IX Stazione: Gesù cade per la terza volta
venerdì 29 agosto 2014
Su elemosina, donazioni e Ice Bucket Challenge
"Oggi spesso la gratuità non fa parte della vita quotidiana, dove tutto si vende e si compra. Tutto è calcolo e misura. L’elemosina ci aiuta a vivere la gratuità del dono, che è libertà dall’ossessione del possesso, dalla paura di perdere quello che si ha, dalla tristezza di chi non vuole condividere con gli altri il proprio benessere".
E inoltre:«I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me» (Mt 26,11)
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3)
E veniamo quindi al tema dell'Ice Bucket Challenge. Partecipare a questa catena mediatica sembrerebbe dunque in contrasto con quanto ho appena sostenuto, perchè è una situazione totalmente estemporanea e non cercata dal singolo, ma è anche vero che grazie a questa iniziativa sono stati raccolti molti soldi per la lotta a una malattia relativamente rara che spesso non gode di finanziamenti adeguati. Alcuni cristiani praticanti si sono scagliati contro questa iniziativa (quelli che si scagliano contro tutto, quindi nessuna sorpresa...) principalmente adducendo due motivazioni: innanzitutto il fatto che queste donazioni fanno presa sulla vanagloria personale, sul mettersi in mostra e sull'esibizionismo... Ma io penso che, a parte il fatto che non bisognerebbe mai fare il processo alle intenzioni con cui si fanno le cose, intenzioni che rimangono nel cuore di ciascuno e che nessuno dovrebbe permettersi di giudicare, inoltre Gesù stesso dice:
«Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.» (Lc 16,9)
Un bravo sarto camminava serenamente per le strade del suo villaggio. Improvvisamente nota un'aquila che, con una preda nel becco, entra nel minareto della moschea. Dopo qualche tempo avvista la stessa aquila mentre di nuovo entra nel minareto, sempre con una preda nel becco. Incuriosito, entra nella moschea, sale nel minareto e scopre, in un angolo oscuro, una civetta. L'animale si nutre delle prede portatele dall'aquila. Si avvicina e si accorge che la civetta è cieca. Allora, benedice Dio e dice tra sé: "Vedi com'è buono il nostro Dio: manda un'aquila a nutrire questa povera civetta cieca! E perché allora io dovrei continuare a faticare tanto come sarto se Dio si prende tanta cura delle sue creature!". L'indomani si siede davanti alla moschea e comincia a chiedere l'elemosina. Un suo vicino di casa lo vede, gli si avvicina e gli chiede stupito: "Che fai? Sei malato? Hai troppi debiti? Perché non lavori più?". Il sarto gli racconta la sua storia. Il vicino lo ascolta; riflette un po' poi gli dice: "Caro mio, la tua storia è molto bella, però non hai capito affatto il messaggio. Non dovevi imitare la civetta. Dovevi imitare l'aquila!".
sabato 8 marzo 2014
Perchè non mi piace il film "The Passion"
Sangue sangue sangue... e ancora sangue
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Nel Vangelo di Luca: ... ... ... ...Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
No, nel Vangelo di Luca non si parla di flagellazione di Gesù. Ci credete? E' così!
Anzi, Gesù fa un bel discorso alle donne durante la Via Crucis (Lc 23, 27-32):
Gesù dunque in questo Vangelo mentre porta la Croce arringa anche le folle, al contrario nel film non ce la fa nemmeno quasi a respirare, tanto è stato pestato, a tal punto che una guardia si impietosisce e interrompe le altre che lo continuano a pestare pure mentre porta la Croce... (il regista questa scena la avrà letta in qualche suo Vangelo autoprodotto, perchè in quelli canonici non vi è traccia di questo).Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». Allora cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi!»,e alle colline: «Copriteci!». Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.
Un Gesù superman, dotato di resistenza fisica straordinaria
La raffigurazione del male
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!
Si è preferito secondo me rendere il film più avvincente in questo modo: ad esempio la scena in cui Gesù porta la Croce e ai lati tra la folla scorrono contrapposti Maria da una parte e il Diavolo dall'altra, è sicuramente molto avvincente... Tuttavia una visione del Male da film fantasy, per quanto interessante e magari appunto anche avvincente, non è a mio avviso evangelica, almeno per come io ho inteso finora il peccato e il male nella mia esperienza personale di vita di fede.
Il Vangelo "interpretato" e le "licenze artistiche"
"Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti"
"No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio"
In conclusione
E' a queste persone che penso, quando dico che il film non è un buon film. Perchè, tutto sommato, i difetti che ho elencato in precedenza, per chi ha già un suo percorso di fede, sono facilmente evidenziabili e superabili. Rimane nonostante tutto, per questo tipo di spettatori, una buona pellicola, che può farci riflettere su come davvero il Signore abbia sofferto, sia stato crocifisso e sia morto per noi, per i nostri peccati, per riaprire quella porta chiusa di cui parlavamo sopra.
mercoledì 5 marzo 2014
Buona quaresima a tutt*
Dal messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2014, pubblicato oggi.
http://www.news.va/it/news/
lunedì 3 marzo 2014
Forum in gregoriana sul tema: "Il Valore dell'ospitalità in una prospettiva interreligiosa"
Il Forum aprirà con la testimonianza di Claudio Monge O.P., responsabile del Centro domenicano per il dialogo interreligioso e culturale di Istanbul. Interverranno Cesare Israel Moscati, rabbino capo di Verona, Adnane Mokrani, docente di Studi Islamici presso la Pontificia Università Gregoriana, e Matteo Crimella, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. Modererà il Forum Ilaria Morali, Direttore del Dipartimento di Missiologia della Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana.
Di seguito trovate la locandina.
lunedì 2 dicembre 2013
E' arrivato il Calendario Sinottico 2014 della Finestra per il Medio Oriente!
in questi giorni è uscito il Calendario Sinottico 2014 della Finestra per il Medio Oriente, e quest'anno è più bello che mai!
Questo calendario può essere un utile strumento per crescere nella capacità di dialogo con i nostri fratelli ebrei e musulmani, attraverso la conoscenza delle feste che scandiscono le loro giornate. Per ogni mese infatti sono riportate le festività delle tre religioni con la relativa spiegazione. Anche le feste cristiane sono interessanti, perchè sono riportate non solo quelle della Chiesa Cattolica, ma anche quelle dei nostri fratelli Ortodossi.
Il tema di quest'anno, che unifica il testo introduttivo e i brani proposti ogni mese, è quello della Povertà. Un tema quanto mai attuale, specie per chi segue le omelie di Papa Francesco!
Come per gli anni passati, chi è interessato può richiederne copia per sè e per i propri amici inviando una mail all'indirizzo:
info@finestramedioriente.it
Grazie!
martedì 12 novembre 2013
CattoNerD - un sito serissimo
Stanchi delle parodie grottesche che la cultura moderna ci propina del cattolicesimo, e stanchi della troppa serietà con cui per contro viene trattato lo stesso argomento, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo messo su questo sito. Senza mai mancare di rispetto verso quello in cui crediamo, siamo qui per proporvi il nostro punto di vista cattolico su tutto quello che il mondo ci propone, in leggerezza, come se ne parlassimo seduti davanti ad una birra ghiacciata... alla vostra!
venerdì 12 aprile 2013
Il "mio" Santo - San Guido di Anderlecht
Ora comunque so quando si festeggia il mio onomastico!
San Guido di Anderlecht
È uno dei santi più venerati del Belgio. Nato da una famiglia di contadini nella regione del Brabante fu dapprima sagrestano in una chiesa di Laken, nei pressi di Bruxelles. Divenne quindi commerciante, peraltro con l'obiettivo di aiutare i poveri, ma la sua prima nave affondò nella Senna. Decise allora di indossare gli abiti del pellegrino. Per sette anni si mise in cammino lungo le tormentate strade d'Europa e non solo. Si recò a Roma e a Gerusalemme. Di ritorno dal lungo pellegrinaggio fu ospitato da un sacerdote di Anderlecht, dove poco dopo morì. Era il 12 settembre 1012. Sulla sua tomba si verificarono numerosi miracoli e il culto di Guido crebbe rapidamente. Le sue spoglie si trovano nella Collegiata di Anderlecht.
Due secoli prima che il Poverello di Assisi celebrasse con tanto candore le sue nozze con Madonna Povertà, un altro santo, meno conosciuto, aveva avvertito il pericolo che il denaro fa correre alle anime, anche quando lo si riveste di nobili intenzioni, come il desiderio di soccorrere con l'elemosina gli indigenti. E’ Guido di Anderlecht. [...] Mite e generoso, Guido mostrò fin da giovane il suo distacco dai beni terreni, donando quanto possedeva ai poveri. Desideroso di condurre vita ascetica, lasciò anche la casa paterna e a Laken, presso Bruxelles, scelse di fare il sacrestano al parroco, per rendersi utile al prossimo e al tempo stesso dedicarsi alla preghiera e alle pie pratiche dell'ascesi cristiana. A un certo punto della sua vita, non per desiderio di guadagno, ma per costituire un fondo a favore dei poveri, si mise nel commercio. Non fu una scelta felice e se ne accorse quasi subito, poiché la prima nave che riuscì ad armare affondò nella Senna con tutto il carico.
Per Guido fu un avvertimento del Cielo, non perchè la professione del commerciante sia contraria alle leggi del Signore, ma perché egli aveva preferito la via più comune a quella più ardua nel cammino verso la perfezione. Guido indossò allora l'abito del pellegrino e per sette anni percorse le lunghe e insicure strade dell'Europa per recarsi in visita ai più grandi santuari della cristianità. Fu a Roma e poi proseguì per la Terrasanta.
Di ritorno dal lungo pellegrinaggio, stanco e malato, venne ospitato da un sacerdote di Anderlecht, una cittadina presso Bruxelles, dalla quale prese l'appellativo e dove poco dopo morì, senza lasciare un ricordo particolare. Infatti anche la sua tomba venne per molto tempo trascurata, finché il ripetersi di alcuni prodigi rinverdì la memoria del santo, al quale fu dedicata una grande chiesa che ne accolse le reliquie. Nel corso dei secoli la devozione a S. Guido si allargò. Così sotto la protezione dell'umile sacrestano, figlio di contadini, si sono posti i lavoratori dei campi, i campanari, i sacrestani, i cocchieri. S. Guido protegge le stalle, le scuderie e in particolare i cavalli, che durante la festa annuale ad Anderlecht vengono benedetti al termine di una folcloristica processione. Poichè sembra sia morto di dissenteria, il suo nome è invocato da quanti sono afflitti da questo male.
giovedì 14 marzo 2013
E’ bianca! E’ bianca!
Chiusa in questo momento la cappella sistina. Inizia il conclave. Consiglio a tutti anzichè seguire i gossip e i totopapa, di rivolgere un'invocazione allo Spirito perchè scombini come al solito le carte e crei cose nuove. Ne abbiamo tutti bisogno.
Al Pontefice che sarà, chiederei solo di meditare in profondità questa frase del Vangelo di Luca, proclamata proprio domenica scorsa prima dell'inizio del conclave:
"In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro»."
Ecco, la chiesa deve essere capace di accogliere tutti come faceva Gesù, compresi i peccatori, nessuno escluso per nessun motivo, e non solo di accoglierli ma anche di mangiare con loro, ovvero creare intorno a se stessa un unico popolo di Dio, in cui tutti possiamo sentirci fratelli.
sabato 15 dicembre 2012
Giornalisti in malafede o incapaci?
Corriere della Sera: IL PAPA E LE NOZZE GAY: OFFESA ALLA VERITA'
Repubblica: IL PAPA: "NOZZE GAY UNA FERITA ALLA PACE" "IMPOSSIBILE TOLLERARE ABORTO E EUTANASIA"
La Stampa: IL PAPA: "NOZZE GAY UNA FERITA ALLA PACE. EUTANASIA E ABORTO SONO INTOLLERABILI"
Ansa: PAPA CONTRO NOZZE GAY "FERITA A GIUSTIZIA"
Il fatto quotidiano: IL PAPA ATTACCA I MATRIMONI GAY: "UNA FERITA ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE"
Prima di dare retta a quello che dicono i giornali vi consiglio di leggere il discorso del Papa riportato nel link sottostante, di cui i giornalisti parlano a vanvera... Quelle cose che i giornali titolano tra virgolette non ci sono nel discorso. Purtroppo abbiamo giornalisti che riportano notizie false, addirittura tra virgolette... E' solo una delle cose che non funzionano in questo Paese, dove ormai non funziona più niente. Per fortuna il discorso del Papa lo si può leggere nel sito riportato sotto e non c'è proprio quello che i giornali hanno titolato a caratteri cubitali... Anzi ci sono tantissimi spunti contro l'economia di mercato, contro il consumismo, contro il materialismo, che sono molto di sinistra e molto moderni ma che ovviamente i giornali si guardano bene dal pubblicare...
Perciò la domanda vera che ci dobbiamo fare è: i giornalisti in Italia sono incapaci o sono in malafede? O entrambe le cose?
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20121208_xlvi-world-day-peace_it.html
mercoledì 25 aprile 2012
Rock in the Parrock!
Immaginate qualche centinaio di giovani (giovani davvero, under 25, in maggioranza ragazzi dai 15 ai 20 anni), che ballano di fronte ad un palco sul quale si suona musica rock. Rock duro, di quello death ed heavy metal (qualsiasi cosa questo voglia dire!), suonato da gruppi amatoriali di ragazzi loro coetanei. Alcuni dei presenti, dopo un po’, iniziano a “pogare” in maniera spinta (se non sapete che vuole dire, non siete giovani!!!). Tutto ciò mentre altri preparano penne alla matriciana, bruschette con salsicce, patatine fritte e crepes alla nutella, sotto la guida esperta di un altrettanto giovane chef che mostra di avere il giusto phisique du role (è un colosso alto quasi due metri che non nasconde, anche con la sua mole, di essere davvero una buona forchetta).
Guido, ma dove diavolo sei capitato, vi starete chiedendo? Nell’ultima trovata del Circolo degli Artisti, o al Torretta, o in un altro centro sociale della capitale? Oppure ad una edizione eccezionale della Festa dell’Unità d’altri tempi? O ancora in qualche organizzazione residua di CasaPound e simili? Niente di tutto questo.
La serata, proprio così come ve l’ho descritta, si svolge all’incirca ogni mese in una grossa parrocchia romana, e precisamente alla parrocchia di San Policarpo sulla tuscolana (altezza Giulio Agricola), e si chiama Rock in the Parrock. In parrocchia!? Sì, in parrocchia. E già da quattro anni ormai. I due preti che attualmente curano questa atipica “attività pastorale”, assicurano che in ogni serata si affrontino anche temi formativi, ad esempio nell’ultimo appuntamento si è parlato di dialogo interreligioso, prendendo come spunto la figura di don Andrea Santoro (da cui la nostra presenza). Fare una testimonianza sul dialogo interreligioso, e sul senso di riconoscenza che dobbiamo avere nei confronti del Medio Oriente, su un palco nell’intermezzo tra due brani rock non era mai capitato, ma credo che lui (don Andrea) ne sarebbe contento.
L’esperienza in sè è stata molto formativa per me. Ho trovato un modo nuovo di vivere la Parrocchia. Si percepiva che i ragazzi sentono la Parrocchia (quella parrocchia!) come casa loro, che ci si trovano bene e che, al di là della giornata rock, quello è un modo per farli sentire a casa anche in altri momenti della loro vita. Un ragazzo che cresce in quell’ambiente saprà sempre, anche se è lontano dalla fede, anche se non crede in Dio, anche se ci va solo per sentirsi un concerto gratis e mangiare a poco prezzo, che la Parrocchia esiste, che è un luogo dove c’è qualcuno che ti ascolta e dove puoi andare quando stai nei guai. I genitori dei ragazzi sostengono l’iniziativa proprio per questo: al giorno d’oggi è necessario che la Parrocchia e le altre strutture ecclesiali in generale trovino forme nuove per avvicinarsi ai giovani, che inizino a parlare la loro lingua e che inizino a trasmettere l’idea che nei luoghi religiosi ci si può anche divertire, che la religione è anche e soprattutto gioia, energia, e non solo riflessione e introspezione.
Ed ora, buon ascolto!
…c’era anche rock molto più duro ma non l’ho trovato su Youtube…
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