martedì 1 giugno 2010

Washington

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (6)

Ormai tornato da un po’ di tempo a Roma, ripercorro con la mente gli ultimi giorni del densissimo viaggio vissuto negli States, che mi hanno portato, durante il viaggio di ritorno, a far visita per una intera giornata a Washington.

Dopo aver chiacchierato per un’ora con un tassista che per metà del viaggio ha elogiato il rigore del rispetto della legge (here police is not friend, man!) e per la restante metà ha snocciolato tutti i crimini rimasti impuniti della mafia italiana e russa a New York, affronto la partenza da Newark verso Washington, con un volo che viene operato da questo “aereo” con appena un posto per ogni lato (uno a destra, uno a sinistra) e che una volta decollato, sembra un autobus romano nel centro città, cogli ammortizzatori scarichi.

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Si balla per circa un’ora, poi si atterra benedicenti, reggendosi ai braccioli delle poltroncine. Nota per le prossime prenotazioni di viaggi aerei: evitare voli operati con aeromobili tipo DH2.

All’uscita dall’aeroporto, dopo una mezz’ora di pullman e un’altra mezz’ora di metropolitana (ma quanto è distante questo aeroporto dal centro città!), si raggiunge il cuore dell’amministrazione americana: la Casa Bianca, Capitol Hill, il Pentagono. Ovunque, lungo i larghi viali, nelle piazze circondate da alberi, di fronte a edifici che portano immancabilmente il nome del proprietario sui portoni, si muovono persone distinte, nei loro abiti eleganti, con fare impegnato ma senza quella fretta, quell’eccentricità che caratterizzava il movimento frenetico dei Newyorkesi. Qui si percepisce di essere nel centro amministrativo, istituzione, ufficiale degli Stati Uniti. I modi sono leggermente più austeri, le facce dei passanti più serie, i vestiti più sobri.

Si arriva camminando a piedi nei pressi della Casa Bianca, e la visita al Visitor Centre è d’obbligo. Questo grande salone dove si assiepano orde di bambini in gita scolastica è a dire il vero un po’ deludente, ma permette di constatare che nei pannelli dedicati ai grandi alleati stranieri, dell’Italia non v’è cenno…

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Usciti dal Visitor Centre, mi rendo che è possibile avvicinare la Casa Bianca davvero ad un palmo, che di questi tempi potrebbe anche sollevare qualche dubbio di sicurezza…

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Anche Capitol Hill emana un’aria di solennità e di ufficialità,

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interrotta solo per qualche istante da un gruppo di scoiattoli che sembrano proprio non aver paura dei turisti, e le folle vocianti dei ragazzi che stanno festeggiando in questi giorni le graduation!

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Ultima tappa prima di rientrare in aeroporto con destinazione Roma, è doverosamente una visita al Petagon Memorial, costruito per ricordare le numerose vittime durante gli attentati dell11 Settembre. L’atmosfera qui è militare e commovente allo stesso tempo, un mix che raramente mi era capitato di trovare.

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Beh, spero di essere riuscito a rendere con questi sei post sul mio viaggio negli USA l’estrema varietà di questo meraviglioso Paese: di sicuro io ho imparato, anche grazie alle chiacchierate con i cari amici di cui sono stato ospite, che l’America è estremamente varia, eterogenea, e ricca di diversi modi di vita e di diversi posti specializzati per ciascuno. La diversità dall’Europa è proprio, forse, nel fatto che il territorio è al servizio di chi lo vive e non viceversa… E voi che ne pensate?

martedì 18 maggio 2010

Philadelphia…

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (5)

Il New Jersey permette di vivere una vacanza negli States in modo del tutto particolare: in un ambiente accogliente, sicuro, ordinato, verde, vivibilissimo, con autostrade degne delle migliori capitali europee (e di piu’) e praticamente assenza di traffico, ci si puo’ gustare una passeggiata in bellissimi parchi, una cavalcata nei numerosi e bellissimi maneggi, una partita a minigolf in centri molto curati dove la natura e’ stata resa parte dello spettacolo che viene offerto al cliente, ma si e’ anche allo stesso tempo connessi in modo agevole con New York, di cui gia’ ho parlato, con il Jersey shore, la parte di oceano che lambisce lo Stato, con i bellissimi laghetti presenti nella parte a nord del Paese, che purtroppo non faro’ in tempo ad ammirare quanto avrei voluto, ma anche, da non sottovalutare, con Philadelphia, citta’ che dista meno di un’oretta di macchina, in cui ho avuto la fortuna di poter fare un giretto di una giornata.

La comodissima autostrada che consente di arrivare dalla zona di Princeton a Philadelphia, ne regala una vista mozzafiato, che (quasi) nulla ha da invidiare a quelle piu’ blasonate delle altre citta’ americane. Purtroppo la foto non rende bene l’idea, ma con un po’ di immaginazione… Copy of CIMG4477

La citta’ e’ molto diversa da New York o dalle altre in cui sono stato. Su consiglio di un caro amico, mi dirigo innanzitutto verso il quartiere a sud del centro citta’, dove e’ possibile gustare la famosa  “cheese steak”, una specie di panino con fettina alla piastra e formaggio. Il posto suggeritomi e’ Geno’s Steaks, un vero ritrovo per amanti delle steak, che in questo locale devo ammettere essere particolarmente buone e accattivanti: la carne molto magra, il provolone – pronunciato provoloni – molto gustoso, il servizio rapido ed efficente.

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Gustata la leccornia del posto, mi dirigo verso downtown, alcune peripezie per trovare un parcheggio, ma nulla al confronto di quello che avrei dovuto sopportare a New York! Infatti, mi rendo subito conto che il posto che ho trovato libero si trova proprio nel cuore del centro citta’! Per fortuna i parcometri sono gli stessi (stessa marca tedesca, stesse istruzioni…) di quelli usati a Roma, per un attimo mi sento proprio a casa. Ma questo e’ il panorama che mi aspetta appena voltato l’angolo:

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In particolare mi colpisce molto il grattacielo con la punta cosi’ strana, in questa serie di architetture postmoderne sembra quasi essere una chiesa, invece e’ il one liberty place, sede di una grande compagnia assicurativa, che denota e caratterizza l’intera skyline della citta’. Alla sua base c’e’ un grande centro commerciale con una volta molto particolare, da cui e’ possibile ammirare la sommita’ del grattacielo. Ancora una volta si rimane con il naso all’insu per qualche secondo, ammirati da quanto l’uomo sia stato capace di ergersi in alto, con maestosita’ ed eleganza.

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Piu’ in basso, sul piano strada, ad attirare la mia attenzione sono le voci della gente, il passeggio spedito ma regolare degli uomini d’affari, ma anche, a differenza della Grande Mela, le mamme che spingono le carrozzine, i baristi che occhieggiano stanchi fuori dai loro locali, e alcuni capannelli di multicolori etnie diverse. C’e’ una atmosfera multietnica, frizzante, attiva, ma comunque tranquilla e “safe”. Sopra tutto questo, domina il palazzo comunale (o almeno di quello che ha tutta l’aria di essere un palazzo comunale) abbellito da statue di scultura contemporanea.

CIMG4506 Dopo essermi gustato questa bella passeggiata nel cuore della citta’, non resta che fare un giro sul ponte di Benjamin Franklin per completare l’emozionante tour. Essendo la prima volta che passo su un ponte di ferro di queste dimensioni, l’emozione c’e’ davvero! Mi sento piccolo e mi viene spontaneo ammirare le grandi tenso strutture che sostengono la campata aggrappandola alle alti travi… Anche qui un’opera dell’uomo che lascia stupiti…

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Grazie Philadelphia! Arrivederci!

sabato 15 maggio 2010

Spazio alle immagini

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (4)

Dopo tante parole, che hanno riempito i precedenti post degli appunti di viaggio, lascio spazio ora alle immagini. Spero in questo modo di far trapelare la varieta’ di ambienti, situazioni, panorami, esperienze, che si possono vivere in un posto cosi’ straordinario come l’area tra New York e New Jersey…

Iniziamo dai classici di New York:

la statua di Atlante sulla 5th fa da contraltare alla cattedrale di San Patrick

CIMG4289CIMG4287 Ma la cattedrale si difende egregiamente grazie al clima che si respira al suo interno CIMG4291 CIMG4293

Ma New York non e’ solo grattacieli, persone, e chiese… E’ anche splendidi parchi pubblici:

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Nell’ultima foto si vede il Flatiron building tra le cime degli alberi del parco, questo grattacielo, ora in verita’ alquanto bassino, e’ stato il primo ad essere costruito in New York e quindi ai suoi tempi era il piu’ alto del mondo!

Un’altro posto credo poco conosciuto ma che merita una visita e’ la public library di New York:

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Non so se si riesce a leggere, ma nella prima foto c’e’ scritto “Internet Access”. Ebbene si, la biblioteca dispone di accesso ad internet gratuito. Ma solo se pagate le tasse nello stato di New York. Altrimenti andate nel negozio di computer piu’ vicino!

La cosa lodevole e’ che in questa biblioteca, in una struttura piu’ nuova all’interno del padiglione, moderno, si organizzano corsi di alfabetizzazione informatica per anziani e poveri… Eccoli la’ dentro a studiare come creare un blog! (non sto scherzando)

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Ma ora basta mostrare New York! Anche il New Jersey ha qualcosa da far vedere!

Il tipico paesaggio per andare da casa al “negozio sotto casa”:

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L’alimentari “sotto casa”, simile alle botteghe vineolio da noi…

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Una “casetta di campagna” immersa nel verde (nemmeno la piu’ grande o sontuosa):

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E poi, nel bel mezzo del nulla, si trova la seconda universita’ piu’ prestigiosa degli Stati Uniti:  Princeton!

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Niente male eh!

giovedì 13 maggio 2010

L’incontro con la Mela (Grande e Piccola)

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (3)

Il viaggio dal New Jersey verso la Grande Mela si snoda su un treno che viaggia abbastanza lento, e che da la possibilita’ di far spuntare in testa pensieri di diverso genere, ad esempio: perche’ il controllore ha tenuto con se’ il MIO biglietto e ha lasciato in corrispondenza del mio posto questa striscetta di carta di nessun valore?

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Per fortuna a distrarmi un po’ ci pensano le pubblicita’ presenti sul treno…

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Alla fine si arriva a Penn Station. Si esce dalla stazione e ci si trova davanti NEW YORK! La sensazione di dover guardare all’in su, verso la punta dei grattacieli, all’inizio sembra qualcosa di alieno e anomalo, ma subito dopo ci si inizia a fare l’abitudine…

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In realta’ scrivo questo post dopo aver fatto gia’ un paio di giorni di passeggiate ed aver avuto la fortuna quindi di girare ancora una volta almeno le zone piu’ conosciute di Manhattan: l’impressione e’ come sempre che la vera ricchezza di questa citta’ non siano i grattacieli, i negozi, le strutture, ma le persone, la gente, quelle masse brulicanti che si muovono lungo i marciapiedi, gli afroamericani che attraversano correndo le strade proprio mentre sfrecciano tassisti pakistani strombazzando, gli anziani dai capelli lunghi raccolti a coda che giocano a scacchi nei piccoli parchi comunali,

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i broker con le teste scintillanti ultralaccate che affrettano il passo per andare a prendere un tramezzino, le signore eleganti che portano a spasso cani assai poco eleganti,

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gli ebrei che parlottano di fronte ai loro negozi di diamanti, di giocolieri rasta e hip hop che approfittano di ogni piazza,

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e in generale quella sensazione di contrasto che ne risulta, come di essere al cospetto non di un mondo unitario, ma di un mosaico fatto di tanti pezzetti diversi, giustapposti in modo caotico ma senza mai mescolarsi del tutto l’uno con gli altri.  

E cosi’ puo’ anche capitare che in questa multiforme e stupefacente citta’, dopo un’intera giornata passata tra il palazzo delle Nazioni Unite, Union Square, Columbus Circle, il Crysler Building, Madison Square Park, tutte attrazioni di cui cerchero’ di scrivere, la situazione che colpisca di piu’ sia in realta’ un semplice, geniale, innovativo, studiatissimo, fighissimo negozio: il cubo di vetro della Apple…  La location e’ delle migliori, proprio alla fine della 5th avenue, a fianco di negozi molto piu’ blasonati ed “established” che sembrano guardare di sbieco il nuovo arrivato, un semplice cubo trasparente che rende possibile un accesso moderno e funzionale allo scavo sotterraneo dove si sviluppa il negozio vero e proprio.

CIMG4343CIMG4344 Nella Grande Mela la Piccola Mela la fa’ da padrona, se e’ vero che gli iPad sono tutti esauriti e per averne uno bisogna fare una prenotazione senza nessuna garanzia di quando verra’ evasa… E la gente che si accalca per provarlo (e prenotarlo) ne e’ la dimostrazione.

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Ed in effetti mi sembra sia questo, oggi, il simbolo piu’ calzante di cio’ che New York ha rappresentato negli anni: la novita’ che crea fiducia nel futuro, che apre nuove strade per fare cose nuove, che crea nuove opportunita’… Se sia illusione o realta’ non sono stato in grado di capirlo, e forse, viste da sotto il cubo di vetro della Apple per un attimo mi e’ sembrato che Illusione e Realta’ non siano poi cosi’ diverse…

:-)

mercoledì 12 maggio 2010

Nel Garden State

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (2)

Pochi minuti dopo esser salito nella macchina dell’amico che e’ venuto a prendermi, mi rendo conto di essere in una parte degli Stati Uniti molto diversa da quella che conosco.

Essendo sempre stato solo in grandi citta’ (New York, Boston, Chicago, Seattle), non sono abituato allo spettacolo strano e affascinante che mi viene proposto dal Ney Jersey, il “Garden State”: le grandi autostrade a sei corsie, gli svincoli in cui nemmeno il navigatore sembra poter essere sufficientemente chiaro, se non ci si aggiunge un po’ di esperienza, i centri commerciali sparsi praticamente ovunque, le strade secondarie che distendono la loro scia di asfalto nero in un mare di verde, fatto di prati, di alberi, di appezzamenti di terreno curati, di ruscelli pacifici e di case bellissime, le family houses, ville a due piani fatte di legno e circondate da giardini molto curati.

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Gli animali sono molto presenti, scoiattoli, uccelli, cavalli, e cosi’, procedendo il viaggio verso casa, capita anche di imbattersi in un daino morto lungo la strada, su cui i corvi stanno iniziando il loro banchetto.

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In questo Stato le citta’ sono state abbandanate gradualmente e lasciate praticamente solo ai poveri e agli emarginati. Le persone della middle e della upper class vivono fuori dai centri urbani, in comprensori (communities) di case a due piani, per lo piu’ monofamiliari, che variano come dimensioni dai 3000 ai 5000 e piu’ square feet (dai 300 ai 500 metri quadri) senza contare il basement (il sotterraneo in cui inevitabilmente i teenager costruiranno il loro regno).

CIMG4194I comprensori piu’ “established” hanno giardini piu’ curati, mentre quelli piu’ nuovi sono abbastanza spogli, ma i proprietari ci tengono a sistemare il tutto al meglio prima possibile, il che lascia dedurre quanto l’aspetto esteriore della casa sia un biglietto da visita importante per i vicini e gli amici.

La macchina e’ necessaria per qualsiasi spostamento, e viste le dimensioni delle case, forse potrebbe risultare utile anche per andare dal salone alle camere da letto! Il concetto di “vicino” deve essere riformulato, visto che il negozio “sotto casa” dista circa 15 minuti di macchina e una ventina di miglia a dire poco (circa 30 km). Appena arrivati al mall piu’ vicino, si rimane stupiti dalla specializzazione dei negozi: quelli arrivati sino a noi in Italia, come Blockbuster per i film e McDonald per la ristorazione, sono solo una minima parte di quanto e’ presente qui, a tal punto che non si fa fatica a trovare un intero megastore che vende solo liquori, o frutta decorata!

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E nel rigidissimo stato dove e’ reato avere in macchina una bottiglia di birra aperta, non e’ raro trovare una allegra famiglia che compra un paio di casse da 72 lattine di birra per l’uso quotidiano (da trasportare fino a casa rigorosamente chiuse e nel portabagagli).

Ma se questa piccola parte del New Jersey mi ha emozionato, cosa succedera’ durante la mia gita a New York?

domenica 9 maggio 2010

L’arrivo nel Nuovo Mondo

Appunti di viaggio  - New York Maggio 2010 - (1)

La casa e’ immersa nel silenzio, sono le 7 di mattina. Mi trovo nel New Jersey, non distante da New Jork, e sono ospite di una carissima famiglia di amici di vecchia data, conosciuti sin dai tempi dell’universita’. Ripercorro mentalmente le due giornate vissute finora di questo meraviglioso viaggio…

A Fiumicino, arrivo nel terminal dedicato ai voli “a rischio” e, dopo le pratiche di accettazione, mi trovo di fronte alla solita disomogenea fila che si forma di fronte ai metal detector per i controlli di sicurezza. Ma vengo avvisato da una gentile poliziotta che, se voglio, posso sottopormi al controllo mediante il “body scanner”. Incuriosito, nell’arco di pochi secondi vengo professionalmente fatto transitare per un corridorio parallelo, e attraverso a braccia alzate il passaggio all’interno della macchina (una sorta di fratello maggiore degli accessi a porte semoventi che si usano per entrare in banca). Quasi non mi accorgo dei sensori che rapidamente effettuano la scansione. Guardiamo il risultato insieme all’addetto alla sicurezza: a parte la zona delle ascelle (un po’ sudata?) e’ tutto a posto, e cosi’ nell’arco di mezzo minuto ho saltato praticamente tutta la fila. Ora mi chiedo: sono io che ho la faccia da body scanner, o gli altri avevano rifiutato la nuova tecnologia? La cosa piu’ divertente e’, pero’, che dopo tanta tecnologia, chi ha superato i controlli viene stipato in un piccolo autobus per raggiungere i gate veri e propri, in quanto il terminal 5 si trova in una zona distaccata dello scalo e per raggiungere i gate c’e’ un bel di strada da fare. Nel tragitto diamo anche un passaggio a un paio di addetti alle pulizie e a qualche hostess… Forse sono io un po’ paranoico, ma non mi sembra il massimo della sicurezza mischiare in questo modo il personale viaggiante, i passeggeri e degli impiegati di terra che vorrei sapere quanto siano sottoposti a controlli di sicurezza nell’arco della loro giornata lavorativa.

Comunque il viaggio trascorre in tutta tranquillita’. Dopo 6 bicchieri d’acqua, due succhi d’arancia (la birra costa 6 dollari), un pranzo accettabile, uno snack abbondante, un paio di cioccolatini, due film divertenti, qualche pagina della guida di New York, qualche altra pagina dell’ultimo fantasy di Martin, un po’ di chiacchiere con il mio vicino di posto, un ragazzo che da Torino va a Boston passando per Roma e New York, e soprattutto dopo tre caffe’ lunghi, per cercare di non dormire durante il volo in modo da assorbire meglio il fuso orario, si arriva a destinazione.

Ai controlli di sicurezza momento di tensione: trasporto alcuni oggettini di un certo “valore affettivo” (principalmente cibo e suppellettili di arredamento) che sto portando agli amici, e che non so se scrivere o meno nella dichiarazione doganale che bisogna compilare. Alla fine opto per una soluzione salomonica: dichiaro un valore inferiore ai cento dollari, stima plausibile, e specifico che tra gli oggetti c’e’ anche del cibo in “sealed bags” ovvero in scatole sigillate, come mi era stato consigliato di fare. Al controllo doganale vengo fatto deviare su una corsia specifica per il controllo alimentare. La tensione sale. La valigia passa tramite vari sensori, scanner, e mi trovo costretto a rispondere a un paio di domande in piu’  da parte di un energumeno niente affatto amichevole. Mi accompagnano verso una sala separata. La tensione sale ancora. Avro’ violato qualche legge federale a mia insaputa? Quando la sala in cui sto entrando si rivela essere solo un’anticamera con porte scorrevoli verso l’uscita dell’areoporto, tiro un sospiro di sollievo.

Sono arrivato in America!

Dopo un periodo di pausa

Dopo alcuni mesi di inattivita’, ho deciso di riprendere ad aggiornare questo mio blog personale, sfruttando il fatto che ho da poco lasciato il mio precedente incarico lavorativo e sono in attesa di iniziarne uno nuovo (sono, come dicono qui negli States, in-between jobs, una espressione spesso usata da persone che hanno perso il posto di lavoro senza averne ancora trovato un altro, ma nel mio caso vi posso garantire, per fortuna, che salvo catastrofi non e’ cosi’!!!). Si, mi trovo negli States per un viaggio di un paio di settimane, ospite di alcuni cari amici nel New Jersey, non distante da New York, e dunque questi primi post saranno una sorta di “diario di viaggio” di quello che sto vivendo in questi giorni.

Stay tuned!

giovedì 17 aprile 2008

Prete tecnologico con microfono aspersore

Divertentissimo... da non perdere!!!

smile_regular

martedì 15 aprile 2008

Sulle elezioni

 

:-(

 

 

giovedì 27 marzo 2008

Meno male che Silvio c'è... e non ci fa!

Dedicate i prossimi tre minuti della vostra vita a guardare questo video...

E' quello ufficiale, come è facile capire dalla perfetta sceneggiatura.

Se eravate indecisi e vi servivano dei motivi per scegliere chi votare o quantomeno chi NON votare alle prossime elezioni politiche, QUESTO VIDEO CANCELLERA' LA VOSTRA INDECISIONE.

 

 Meno male che Silvio c'è - Versione ufficiale


Questa è l'Italia che vuole Silvio. Questa è l'Italia che progettava e progetta di plasmare.

Un'Italia divisa in due: ignoranti ebeti che lo adorano da una parte, furbi affaristi che fanno i loro porci comodi dall'altra...

Meno male che Silvio c'è e non ci fa... E almeno in queste cose ridicole e pietose rivela la sua vera natura...

Mi raccomando. Non permettete che diventi il prossimo Presidente del Consiglio.

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Aggiunta delle ore 17.13... 

Proprio ora giunge la notizia del video "di risposta" del PD...

La differenza di tono, di energia, di freschezza e di talento è incredibile, vedere per credere:

 I'm PD - Con Walter si può fare

 

Allora, ancora indecisi?

smile_regular

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Aggiunta di venerdì ore 8.50

Il video I'm PD è stato rimosso

Perchè!? Era bello!!!

Così ora rimane solo quella melassa inneggiante al nostro salvatore Silvio...

Peccato

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Aggiunta di venerdì ore 12.16

Per fortuna internet è inarrstabile!!!

Il video è ricomparso da decine di account anonimi!!!

Ho aggiornato i link, gustatevelo

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mercoledì 19 marzo 2008

Auguri di una Pasqua desiderosa d'Amore

Auguri, auguri di una Pasqua che sia desiderosa dell'Amore di Cristo...

Riprendo le parole di Tagore che esprime molto bene questo sentimento:

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Dammi solo poco 
(Rabindranath Tagore) 
Dammi solo poco, 
perché non dimentichi mai 
di chiamarti il mio tutto. 
Lasciami solo poco, 
perché in ogni luogo 
senta bisogno di te, 
perché senza ritegni 
possa tornare da te, 
perché in ogni momento 
possa offrirti il mio cuore. 
Lasciami solo poco, 
perché i tuoi doni 
non ti nascondano mai; 
dammi una sola catena 
con cui possa legarmi 
al tuo viso per sempre; 
lascia che il tuo desiderio 
inanelli la mia vita 
e diventi catena per te.

lunedì 3 marzo 2008

Paris la nuit

lunedì 25 febbraio 2008

Ma chi l'ha detto che all'estero si mangia male ?!

Questo è il piatto che mi hanno messo davanti all'aeroporto di Munchen, dove ero di passaggio, al locale Kafer. E' un bel piatto di salmone con patate e germe di grano condito con aceto balsamico. Come seconda portata (ma non l'ho fotografata perchè qualcosa dovrà pur rimanere all'immaginazione) mi hanno portato delle verdure thai in salsa cotte al vapore, in un piatto formato da due grosse foglie accortocciate l'una sull'altra.

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Vi consiglio sia il posto che la cucina, davvero raffinata e molto molto stuzzicante...

Ma chi l'ha detto che all'estero si mangia male? Provinciali!!!

sabato 23 febbraio 2008

Altre foto dall'ultimo viaggio a Gerusalemme

Liste Inutili !? No, Grazie !!

Lista per la moratoria con Giuliano Ferrara - Aborto? No, grazieLo dico chiaramente: sono contro la lista che vedete rappresentata qui affianco. Probabilmente ne avrete sentito parlare, ebbene da cristiano credente e praticante sono contrario che una lista del genere si proponga per chiedere il voto politico dei cittadini, che cerchi di portare avanti questa battaglia.

Sono contrario sia sul metodo che sul merito della proposta che ha dato vita a questa lista: nel metodo, perchè non ritengo che sia credibile una lista fondata da un giornalista che a suo dire ha provocato tre aborti, che si dichiara privo di fede, ma che ritiene che la laicità dello stato si misura in quanto riesce a non fare abortire le donne... come se queste ultime si divertissero ad abortire. Sono più propenso a credere (per carità è una mia fantasia, nulla di fondato sicuramente, non voglio rischiare querele) che sia una furba e quantomai opportunistica battaglia per mettersi in mostra e sperare in un bel posto in prima fila nel prossimo governo...

Ma anche se così non fosse, non sono d'accordo nel merito. Qui si deve discutere e chiarire una volta per tutte cosa si ritiene che lo stato debba regolare e normare. Io sono per uno stato che non imponga o che non crei un habitat dove le scelte morali ed etiche siano quasi forzate. Sono per uno stato che lasci il campo etico e morale libero. In modo che chi si ritiene cristiano possa comportarsi come tale e chi non condivide i valori cristiani non sia forzato a viverli a causa il clima esteriore spesso associato ad una generale ipocrisia. Non dimentichiamo che i cristiani si sono sviluppati nelle catacombe quando non solo lo stato non li aiutava con leggi pseudo cristiane ma addirittura li perseguitava... questo non ha impedito ai primi cristiani di essere tali e di esserlo fino alla morte e spesso al martirio... Ora invece abbiamo bisogno delle leggi che impediscono o ostacolano l'aborto per sentirci cristiani. E comunque non credo che sia un tema dove una legge possa impedire alle donne di fare quello che fanno da secoli in condizioni estreme e seguende scelte di coscienza sempre difficili e sofferte. Se si vuole creare un clima che favorisca la vita non è certo tramite una lista politica il modo per farlo, ma favorendo una cultura della vita nei programmi televisi, nelle relazioni quotidiane, nella didattica scolastica...

Ad esempio cosa faranno a quei bulli che hanno letteralmente spezzato le gambe ad un loro compagno di classe perchè voleva fare il ballerino e questo era considerato come una cosa ridicola? Probabilmente non faranno loro nulla, sono ragazzi... La cultura della vita inizia da qui, non dalla difesa di un embrione a tutti i costi.

Alle prossime elezioni votate destra o sinistra in base alle vostre convinzioni, ma non votate per favore liste inutili che servono solo a chi le crea.

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