Incrocio questa foto su Facebook che apre uno squarcio.
La didascalia recita:
The family that was destroyed this morning. See the nice looking father holding his two sons? He and his sons were slaughtered this morning as he was bringing them to school. See the wife and baby? They are the "lucky" ones. They were not killed. Instead, they will live the rest of their lives with holes in their very beings, knowing that their father and husband, sons and brothers, were taken in such a violent, despicable action, without their having a chance to say good by.
Certi eventi non posso passare come se nulla fosse. Di questa tragedia in particolare, non è solo la follia omicida che mi colpisce. Non è solo il fatto che ad essere uccisi siano dei bambini innocenti, né solamente il fatto che questo atroce gesto sia stato compiuto su degli ebrei in quanto tali.
Mi colpisce ancora di più il fatto che alla violenza, all’odio razzista, all’efferatezza del gesto, si unisce anche la triste consapevolezza che la nostra società, questi mostri, se li porta dentro. Quotidianamente. Ordinariamente. Senza saperli riconoscere, senza saperli isolare o raddrizzare. Il serial killer è andato via, terminata la strage, e sicuramente sarà andato al lavoro, ieri, come se nulla fosse. Avrà preso il caffè con i colleghi, magari chiacchierato con gli amici la sera di fronte a una birra. E nessuno che sia riuscito a rompere quel muro dietro il quale cova esplosiva tanta furia.
Mentre piangiamo le vittime, riflettiamo anche su che società stiamo costruendo, e su cosa dovremmo iniziare a fare per occuparci del mostro che ci portiamo dentro, come singoli e come comunità: solo allora il diverso finalmente non farà più paura a nessuno.
Ciao Guido.
RispondiEliminaTu punti il dito sulla società che stiamo costruendo. Io invece, ma solo in casi estremi come questo (e forse anche la strage sull'isoletta in Danimarca di qualche tempo fa), punterei il dito sul fatto che la natura umana accanto alla saggezza e alla coscienza prevede anche la follia e quando questo ingrediente eccede rispetto agli altri non c'è società che tenga, un pretesto per compiere gesti scellerati si troverebbe comunque.
La società dovrebbe riuscire a trovare il modo di individuare in via preventiva gli eccessi di follia ma, per quanto mi sforzi, non riesco a formulare alcun metodo vagamente accettabile per riconoscere il serial killer stragista nel vicino che tutte le mattine ci augura sorridente una buona giornata sul pianerottolo di casa.
Inoltre finchè questi eventi restano geograficamente e cronologicamente isolati non mi provocano eccessiva preoccupazione.
Quando intere scoietà predicano ogni giorno l'odio e il disprezzo (ad es. figli dei maiali e delle scimmie), questo orrore è l'ovvia conseguenza.
RispondiEliminaciao guido, il mostro è morto.
RispondiEliminail mostro aveva 24 anni, ne aveva 20 quando è stato inserito nella no-fly list perché di ritorno dall'afghanistan, ne aveva 13 all'epoca delle torri gemelle.
una pistola è stata messa nelle mani di un bambino per uccidere altri bambini per vendicare altri bambini.
e noi adulti, magari genitori, stiamo a guardare questo orrore quotidiano, vediamo sacrificare il nostro unico bene, il nostro futuro, ma insegnamo ancora egoismo e odio ai nostri figli.
"il bambino è padre dell'uomo" diceva la montessori, dai bambini potremmo imparare la tolleranza e la pace. e invece li mettiamo uno contro l'altro, questo è il vero abominio della società (in)civile...